sabato 21 novembre 2009

Il seminario "The Millionaire Mind Intensive" di T. Harv Eker

"Il vostro reddito può crescere solo nella misura in cui crescete voi! Se volete cambiare i frutti per prima cosa dovete cambiare le radici. Se volete cambiare quello che è visibile dovrete cambiare ciò che è invisibile. I vostri pensieri conducono ai vostri sentimenti. I vostri sentimenti conducono alle vostre azioni. Le vostre AZIONI conducono ai vostri RISULTATI."

Segnalo che il prossimo seminario "The Millionaire Mind Intensive" (la psicologia della mente milionaria) di T. Harv Eker si terra' a Londra il 19-20-21 Febbraio 2010. E' organizzato in esclusiva per l'Italia da Girolamo Portacci, formatore e presidente di "Risorse della Mente" ( www.risorsedellamente.it ).

T. Harv Eker, mettendo in pratica gli stessi principi che insegna, è passato da nullatenente a multimilionario in soli 2 anni e mezzo! Attualmente è un leader mondiale nello sviluppo di metodi che portano alla ricchezza. Eker è fondatore e presidente di Peak Potentials Training, la scuola di crescita personale che ha avuto lo sviluppo più rapido in Nord America. Oltre 500.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo hanno partecipato ai suoi seminari.
Se vuoi saperne di più su T. Harv Eker e sul suo seminario, clicca su questi 3 link:


Queste sono alcune grandi TESTIMONIANZE:
"Questo seminario è il più completo e utile per chi vuole diventare ricco. Vengono proposte idee, concetti e strategie che ti aiuteranno a trasformare per sempre la tua impostazione mentale e i tuoi risultati."

"Iscriviti a questo corso come se ne dipendesse la tua stessa sopravvivenza, soprattutto quella finanziaria!"
( Anthony Robbins, il più autorevole coach motivazionale al mondo )

"Sono anni che seguo e ammiro il lavoro di T. Harv Eker. Consiglio questo seminario a chiunque abbia intenzione di aumentare il proprio benessere finanziario, mentale ed emotivo."
( Jack Canfield, autore di "I principi del successo" e coautore di "The Secret" )

Io ho letto il libro "I segreti della mente milionaria" di Eker e lo considero uno dei migliori libri sulla ricchezza: infatti contiene anche molti utilissimi consigli pratici. Mi è piaciuta soprattutto la seconda parte del libro, in cui sono descritti i cosiddetti "files della ricchezza", ossia gli atteggiamenti mentali che distinguono i ricchi dai poveri e dalla classe media. Li elenco brevemente:

"1) Le persone ricche pensano "Io creo la mia vita". Le persone povere pensano:"La vita mi accade."

2) I ricchi giocano al gioco dei soldi per vincere. I poveri giocano al gioco dei soldi per non perdere.

3) I ricchi SI IMPEGNANO ad essere ricchi. I poveri vogliono essere ricchi.

4) Le persone ricche pensano in grande. Le persone povere pensano in piccolo.

5) Le persone ricche si concentrano sulle opportunità. Le persone povere si concentrano sugli ostacoli.

6) I ricchi ammirano le altre persone ricche e di successo. I poveri sono maldisposti nei confronti delle persone di successo.

7) Le persone ricche frequentano persone ricche, positive e di successo. I poveri frequentano delle persone negative e che non hanno successo.

8) Le persone ricche sono disposte a promuovere se stesse e il loro valore. Le persone povere hanno un'opinione negativa della vendita e della promozione.

9) Le persone ricche sono più grandi dei propri problemi. Le persone povere sono più piccole dei loro problemi.

10) I ricchi sono estremamente ricettivi. I poveri sono scarsamente ricettivi.

11) Le persone ricche scelgono di farsi pagare in base ai risultati. Le persone povere scelgono di farsi pagare in base al tempo.

12) Il pensiero del ricco "include". Il pensiero del povero "preclude". Le persone ricche pensano per inclusione (botte piena e moglie ubriaca).

13) Le persone ricche sono focalizzate sul valore del loro patrimonio netto. I poveri si concentrano sul reddito del loro lavoro.

14) Le persone ricche sanno gestire molto bene il loro denaro. I poveri riescono bene nel gestire male il denaro.

15) Le persone ricche fanno in modo che i loro soldi lavorino per loro anche di notte. I poveri lavorano sodo per i soldi.

16) Le persone ricche AGISCONO nonostante la paura. I poveri si lasciano bloccare dalla paura.

17) Le persone ricche continuano ad imparare e a crescere. I poveri pensano di sapere già."

Se vuoi ricevere GRATIS un estratto del VIDEO di T. Harv Eker "La mente Milionaria - i Segreti" tradotto in italiano, clicca su questo link:


Se vuoi leggere la BROCHURE del corso di Eker, clicca su questo link:


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domenica 15 novembre 2009

Quattro passi per un ATTEGGIAMENTO super!

"Non è possibile essere felici e basta, ma si può imparare a fare le cose con gioia. Vivere nella felicità significa prestare attenzione a ciò che si sta facendo e trarne godimento. Non è che improvvisamente succede qualcosa di magico, e… puff! siete felici. Si impara ad essere felici fermandosi ad annusare le rose lungo il sentiero della vita, ma bisogna anche godersi il guardarle, il toccarle, il camminarvi vicino e tutto il resto.
Potete imparare a godere di qualsiasi cosa. Potete imparare ad amare, dormire, alzarvi, preparare la colazione e andare a lavoro. Più cose imparate a rendere piacevoli, più la vita si farà gioiosa."

"La qualità dei tuoi PENSIERI determina la qualità della tua vita. Se non sei TU a dare una DIREZIONE alla tua vita qualcun altro lo farà al posto tuo. Allora ti toccherà farti piacere per forza quello che ottieni, invece di MIRARE CON FORZA AD OTTENERE CIO' CHE TI PIACE."

"La felicità è un modo di interpretare il mondo e i suoi eventi. La felicità è condurre un'esistenza dai VALORI EQUILIBRATI. E' il saper essere contenti dei propri compiti quotidiani. La felicità è un'esistenza vissuta bene e colma di persone di un certo spessore. La felicità è l'attività che ha uno SCOPO. E' amore messo in pratica e può essere provata solo nel momento PRESENTE."

Ecco 4 cose che puoi fare per assicurarti che il tuo atteggiamento sia il migliore possibile, in tutte le circostanze:

1) Concentrati sul FUTURO: i tuoi pensieri e le tue immagini mentali devono essere focalizzate sul futuro. Visualizza il tuo futuro ideale (di successo) e poi AGISCI per cominciare a muoverti in quella direzione.

2) Pensa alla SOLUZIONE: ogni volta che ti trovi in difficoltà concentrati sulla soluzione piuttosto che sul problema. Non appena cominci a pensare in termini di trovare soluzioni, diventi una persona positiva e costruttiva.

3) Cerca il LATO POSITIVO: dai per certo che c'è sempre qualcosa di buono nascosto in ogni difficoltà o sfida. "Ogni volta che Dio vuole darti un dono, lo avvolge in un problema." (Norman Vincent Peale)

4) Cerca la LEZIONE DI VALORE: renditi conto che, qualunque situazione tu stia affrontando, è esattamente la situazione giusta di cui hai bisogno per arrivare al successo finale. Questa sfida ti è stata mandata per aiutarti ad imparare qualcosa, a diventare migliore e a crescere.

"Agisci COME SE tu fossi l’elemento che controlla la tua vita. Quando lo farai, allora lo sarai." (Richard Bandler)

"Nessuno può tornare indietro e avviare un nuovo inizio, ma ognuno può cominciare oggi e creare un nuovo finale." (Maria Robinson)

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giovedì 12 novembre 2009

Sii un "OTTIMISTA REALISTICO" in ogni occasione

"Il pessimista si lamenta del vento, l'ottimista aspetta che il vento cambi, il realista AGGIUSTA LE VELE." (Nicolas De Chamfort)

"Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà." (Winston Churchill)

"Le circostanze non sempre accadono per il meglio, ma noi possiamo sempre trarre il meglio dalle circostanze che accadono." ( Tal Ben-Shahar, autore del libro "Più felice" )

"Se stai affrontando una crisi, qualunque essa sia, invece di cercare colpevoli o pensare al passato, sforzati di far sorridere il tuo viso e concentra la tua attenzione solo sull’immagine di te felice, nel futuro. Più felice di quanto tu sia mai stato. Lasciati andare in quella sensazione di te e ripeti:"Io sono Amore, Gioia, Armonia", ripetilo, ripetilo, ripetilo." (Fabio Marchesi, dal libro "Io Scelgo, Io Voglio, Io Sono" )

Ci sono tre differenze basilari tra le reazioni degli ottimisti e dei pessimisti:

1) Gli ottimisti vedono una sconfitta come temporanea (una cosa limitata nel tempo e che non ha nessun reale impatto sul futuro), mentre i pessimisti la considerano permanente (come parte della vita e del destino).

2) L'ottimista vede le difficoltà come specifiche, il pessimista le considera "pervasive" (cioè coinvolgono tutta la sua vita, secondo il prof. Martin Seligman). Anche quando le cose vanno male, l'ottimista pensa che sia solo "un incidente isolato" (che non c'entra niente con tutte le altre cose che vanno bene nella sua vita).

3) Gli ottimisti vedono gli eventi come "esterni" (provocati da cause provenienti dall'esterno), mentre i pessimisti interpretano gli eventi ("stile esplicativo") come "personali". L'ottimista tende a considerare la sconfitta derivante da fattori esterni sui quali egli ha poco controllo (e quindi non si colpevolizza).

Ricapitolando, è più conveniente guardare alle inevitabili battute d'arresto come a situazioni temporanee, specifiche ed esterne: semplicemente rifiuta di considerare le cose permanenti, pervasive o indicative di una personale incompetenza (o incapacità).
Decidi di PENSARE COME UN OTTIMISTA, non importa quello che accade. Se non riesci a controllare gli eventi, puoi sempre controllare IL MODO IN CUI REAGISCI alle situazioni.

Esercizi d'azione
Ecco tre azioni che puoi compiere subito per METTERE IN PRATICA queste idee.

1) Ricordati continuamente che le sconfitte sono solo temporanee, presto apparterranno al passato e niente è così serio come credi.

2) Guarda ciascun problema come un fatto specifico, non connesso ad altri eventi e non indicativo di uno schema di qualunque tipo. Affrontalo e vai avanti con la tua vita.

3) Riconosci che, quando le cose vanno male, di solito ciò è causato da vari fattori esterni: di' a te stesso "ciò che non può essere curato deve essere sopportato", e poi torna a occuparti della realizzazione dei tuoi obiettivi.

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domenica 1 novembre 2009

Se vuoi avere successo, assumiti il 100% di RESPONSABILITA' della tua vita

"Devi assumerti la responsabilità personale. Non puoi cambiare le circostanze, le stagioni, o il vento. Ma puoi cambiare TE STESSO. E qualche cosa alla quale tu dai la carica. Non puoi dare la carica alle costellazioni, ma puoi dare la carica a te stesso leggendo, sviluppando nuove abilità, e imparando cose nuove."

"Solo una persona è responsabile della qualità della vita che vivi. Quella persona SEI TU. Siamo stati condizionati a incolpare qualcosa al di fuori di noi per le parti della nostra vita che non ci piacciono. Non vogliamo mai guardare dov'è il vero problema: NOI STESSI. E' ora di smettere di cercare fuori di te le risposte sui motivi per cui non hai creato la vita e i risultati che vuoi, perchè sei tu che crei la qualità della vita che conduci e i risultati che produci. Tu: nessun altro!
Per raggiungere un successo notevole nella vita - per raggiungere quelle cose che sono PIU' IMPORTANTI per te - devi assumerti il 100% di responsabilità della tua vita. Nulla di inferiore a questo sarà sufficiente."

"Tu sei dove sei e ciò che sei a causa di te stesso. Tutto ciò che sei oggi, o che sarai in futuro, DIPENDE DA TE. La tua vita attuale è la somma totale delle tue scelte, decisioni e azioni fatte fino a questo punto. Puoi plasmare il tuo futuro modificando i tuoi comportamenti. Puoi fare scelte nuove e prendere decisioni più coerenti con la persona che vuoi essere e con le cose che vuoi realizzare nella tua vita."

La "grandezza" esiste in tutti noi. E' solo una questione di tirar fuori questa grandezza da dentro di noi e di sfruttarla al meglio per portarci da dove ci troviamo adesso (stato attuale) a dove vogliamo arrivare (stato desiderato). Le persone di successo sanno benissimo che devono prendersi la piena responsabilità per ottenere lo stile di vita, le relazioni, la libertà finanziaria e le opportunità che sperimentano.

Un modo per cominciare a farlo è reagire diversamente agli eventi della vita. "Evento + risposta = risultato". Questo significa che puoi veramente migliorare i tuoi risultati, semplicemente rispondendo in maniera differente alle sfide e alle occasioni.

Puoi cambiare il tuo modo di pensare, la tua comunicazione (il modo in cui parli), le immagini che visualizzi nella mente, il tuo comportamento (le AZIONI che compi): questo è tutto ciò su cui hai un certo controllo. Ricorda il vecchio detto: "Non limitarti a stare seduto (e a lamentarti), FAI QUALCOSA di diverso."
Trasforma i pensieri negativi in pensieri positivi. Modifica i tuoi sogni. Migliora le tue abitudini e le tue letture. Cambia i tuoi amici. Tutto ciò che pensi, dici e fai deve essere ALLINEATO AI TUOI VALORI e ai tuoi obiettivi.

Segui questi consigli e prenderai la giusta direzione verso una vita nuova!

"Ciò che fa stare bene noi esseri umani è vivere i nostri VALORI. Se i nostri valori principali, cioè gli stati emozionali PIU' IMPORTANTI PER NOI da vivere, sono ad esempio amore, amicizia, sicurezza e divertimento, nel momento in cui proviamo queste sensazioni, cioè quando viviamo IN LINEA E IN ARMONIA CON I NOSTRI VALORI, stiamo bene, siamo felici, sereni e soddisfatti."
( Roberto Re, dal libro "Smettila di incasinarti!" )

"Se volete ottenere piccoli, graduali progressi, lavorate sul comportamento. Se volete ottenere progressi enormi e immediati come salti quantici, lavorate sui vostri PARADIGMI."
( Stephen R. Covey, autore del libro "La leadership centrata sui principi" )

"Il successo non va cercato da qualche parte nel mondo, ma risiede DENTRO ciascuno di noi. Sin dalla nascita abbiamo tutto ciò che ci serve per raggiungerlo: talento, capacità, desideri e scelte. Crescendo scopriamo che ci sono cose che vogliamo davvero, con tutto il cuore, e se le identifichiamo IN MODO PRECISO, ed effettuiamo le scelte appropriate, il gioco è fatto."
( Jack M. Zufelt, dal libro "La forza dei desideri" )

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sabato 31 ottobre 2009

Se tu non credi in te stesso non pretendere che lo faccia qualcun altro

"Se intendi avere successo nell'ottenere la vita dei tuoi sogni, DEVI CREDERE DI ESSERE CAPACE DI REALIZZARLA. Devi credere di avere la stoffa giusta, di potercela fare. Devi credere in te stesso. Che tu la chiami autostima, fiducia in te stesso o sicurezza, è una credenza radicata nell'avere ciò che occorre: le capacità, le risorse interiori, i talenti e le abilità per ottenere i risultati che desideri.
Credere in te stesso è una SCELTA. E' un ATTEGGIAMENTO che sviluppi con il tempo. Non sprecare la vita credendo di non potere."

"Devi credere in te stesso quando non ci crede nessun altro. Questo è ciò che ti rende un vincitore." (Venus Williams, campionessa di tennis)

"Fate di ogni giorno della vostra vita un capolavoro. Ricordate il vecchio detto:"Non è quello che pensate di essere a limitarvi, ma quello che pensate di NON essere." Siate padroni dei vostri pensieri, e la mente sarà in vostro potere; controllando la mente, dominerete la vostra vita; se avrete il pieno controllo della vostra vita, sarete padroni del vostro destino."
( Robin Sharma, dal libro "Vivere alla grande" )

E' praticamente impossibile non trasmettere agli altri i tuoi dubbi e le tue insicurezze attraverso il linguaggio del corpo (non verbale), il tono di voce (paraverbale), l'inflessione, la scelta delle parole e altre sottili caratteristiche. Quando dimostri di non avere fiducia in te stesso anche gli altri cominciano a dubitare delle tue capacità. Ma tu puoi guadagnarti il rispetto e la fiducia degli altri.
Inizia facendo una lista di tutte le cose che ti piacciono di te stesso e delle cose che vorresti cambiare. Fai uno sforzo cosciente per costruire sui tuoi punti di forza positivi e correggere le tue aree di miglioramento. Può non essere facile ma, se valuti te stesso con obiettività e perseveri nei tuoi sforzi, alla fine ce la farai.
E non preoccuparti troppo di quello che pensano gli altri. Ricordati la "Regola del 18/40/60" del dottor Daniel Amen:
"Quando hai 18 anni, ti preoccupi di ciò che tutti pensano di te; quando ne hai 40 te ne freghi di ciò che chiunque pensa di te; quando ne hai 60, ti rendi conto che NESSUNO HA PENSATO AFFATTO A TE."

"Dobbiamo avere PERSEVERANZA e soprattutto FIDUCIA IN NOI STESSI. Dobbiamo credere che siamo dotati di un talento per qualcosa e che questa cosa deve essere conseguita." (Marie Curie)

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venerdì 30 ottobre 2009

Riesamina la tua giornata prima di andare a dormire

"Il segreto della vita non risiede in ciò che ti succede, ma in COME REAGISCI a quello che ti succede."

"Non lasciarti intrappolare dai vecchi modelli, ciò che non funziona continuerà a non funzionare! CAMBIA! Solo il tuo ATTEGGIAMENTO è in grado di riequilibrare le tue forze." ( Ron Rathbun )

Tutti noi facciamo errori. Non saremmo umani se non lo facessimo. La differenza tra i vincenti e i perdenti sta nel modo di reagire agli errori che facciamo. Le persone negative rimuginano su di essi, mentre le persone positive IMPARANO da essi. I perdenti o gli "sfortunati" continuano a ripetere sempre gli stessi errori.
Impiega 10 minuti al giorno (prima di coricarti) rivedendo quello che hai fatto bene e quello che non hai fatto altrettanto bene. Questa costante rivalutazione rende più difficile rimuginare sugli aspetti negativi e ti dà un'opportunità di considerare le cose positive.

Action point

In che modo puoi concentrarti di più sugli aspetti positivi nella tua vita?
Non paragonarti agli altri. Fai quello che puoi al meglio delle tue capacità e assicurati che, quando sbagli, passi un po' di tempo (al termine della giornata) a focalizzarti su come puoi imparare dai tuoi errori.

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martedì 27 ottobre 2009

"Do it now!" ROBERTO RE A NAPOLI il 4 novembre

Segnalo due eventi importanti: l'inaugurazione del nuovo centro HRD NET a Napoli e la serata "DO IT NOW!" (4/11/09) con il leader della formazione ROBERTO RE (a soli 25 euro a persona, inclusi un libro di Roberto Re e una sessione di personal coaching con un coach HRD!). Anch'io sarò presente: può essere anche una buona occasione per conoscerci di persona! L'evento è presente anche su FACEBOOK.

"COMUNICATO STAMPA
In occasione dell’inaugurazione del nuovo centro HRD NET, si svolgerà il 4 novembre a Napoli la fantastica serata "DO IT NOW! Trasforma la motivazione in AZIONE", un’esperienza formativa davvero speciale e divertente con protagonista Roberto Re, celebre life coach e autore di best seller come  "Leader di te stesso", “Smettila di incasinarti!” ed “Energy!” (con Roy Martina, n.d.r.).

Una serata per accrescere la fiducia in se stessi, sviluppare la capacità di prendere decisioni, e trasformare le proprie scelte in azioni e risultati concreti.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati personali e professionali è necessario avere a disposizione una forza e una motivazione tali da trasformare ciò che vogliamo in risultati concreti. Per rendere una scelta "la migliore possibile" è necessario imparare a pensare e decidere in fretta, anticipando le conseguenze di ogni azione. Niente determina il nostro destino più delle decisioni che noi stessi prendiamo.

"È NEL MOMENTO DELLE DECISIONI CHE SI CREA IL TUO DESTINO." (Tony Robbins)

La società contemporanea richiede una disponibilità continua al cambiamento che richiede di saper prendere decisioni rapidamente ed efficacemente.
La serata DO IT NOW è l’occasione per iniziare a scoprire ed acquisire le conoscenze e le tecniche per accrescere l’autostima, imparare ad usare e migliorare il proprio potere decisionale. Si apprenderanno inoltre nuovi strumenti per gestire gli stati d'animo usando il focus mentale e la fisiologia del corpo per conoscere e sfruttare al meglio le proprie risorse.
Grazie alla volontà e alla capacità di focalizzarsi sugli obiettivi è possibile raggiungere ciò che si vuole. Anche nei momenti difficili si può decidere di reagire per cambiare e crescere, oppure di immobilizzarsi e subirne le conseguenze.

Se vogliamo migliorare i nostri risultati in un qualsiasi ambito, dobbiamo inevitabilmente cambiare qualcosa in "ciò" che facciamo e in "COME" lo facciamo.
Il cambiamento è una costante nella vita di tutti i giorni ma spesso solo l’idea di prendere una decisione spaventa perché si crede di dover eliminare completamente ciò che esiste e ripartire da zero. In questa serata i partecipanti apprenderanno come il cambiamento possa diventare sinonimo di miglioramento, progresso e crescita, e di come il modo più semplice di superare la paura sia AFFRONTARLA.

Un incontro con un coach d’eccezione che, con la sua instancabile energia e carica motivazionale, insegnerà ad usare il proprio potere personale per trasformare le proprie scelte in azioni reali, risultati concreti e vincenti! Grazie alla sola, ma indispensabile, volontà e capacità di focalizzarsi sugli obiettivi, Roberto Re illustrerà come sia davvero possibile ottenere risultati concreti e vincenti.

Il seminario avrà inizio alle ore 20 e si concluderà alle 23:30 circa (registrazione ore 19).
La quota di partecipazione è di € 25 a persona, comprensiva di una copia del libro "Smettila d'incasinarti!" o "Leader di te stesso" in versione Oscar Mondadori.
Ogni partecipante avrà inoltre diritto a una sessione di personal coaching con un coach HRD.
Per la partecipazione la prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata scrivendo una mail a hrd.rinaldi@libero.it (oppure telefonando al n° 3398946200) .
A fine serata, lo staff del programma di formazione F.L.Y. (organizzato da HRD NET) sarà a disposizione per rispondere alle domande del pubblico presente."


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domenica 25 ottobre 2009

"Il COACH in “Sviluppo delle competenze personali”" da loadtrainers.it


Il coaching è il processo attraverso il quale si aiutano individui e gruppi di persone a realizzare obiettivi che da soli non potrebbero raggiungere e a dare il meglio per produrre risultati in modo veloce ed efficace. Il coach sostiene le loro scelte e offre gli strumenti per ricercare in sé stessi le risorse necessarie ad attuare precisi e mirati piani d’azione per il raggiungimento del successo.
Questo processo comporta l’espressione piena della forza delle persone, che vengono aiutate ad aggirare i propri limiti e le proprie barriere perché possano dare il meglio di sé, e vengono indotte a realizzare prestazioni più efficaci.

Il termine coach deriva dall’inglese "coche" che corrisponde al moderno "wagon" (carro) o "carriage" (carrozza): quindi allude all’idea di trasporto. Furono poi degli studenti universitari ad attribuire l’appellativo di coach ai loro tutor migliori, proprio a sottolinearne il ruolo di supporto. Nel linguaggio sportivo la parola coach indica infatti l’allenatore con il duplice ruolo di "tecnico" esperto dello sport in questione ma anche motivatore, capace di infondere ai suoi atleti l’energia, l’entusiasmo e la carica necessari ad affrontare la sfida della gara.

Il coach è dunque un veicolo di CAMBIAMENTO, di CRESCITA: trasporta una o più persone da uno stato di partenza alla meta desiderata (la vittoria nel caso sportivo, il raggiungimento di determinati obiettivi, come trovare lavoro, gestire efficacemente gli stati d’animo, relazionarsi con successo o acquisire nuove quote di mercato nel caso del coaching personale o aziendale) grazie alla definizione degli OBIETTIVI e di un PIANO D'AZIONE.
Un coach efficace quindi osserva il comportamento di una persona ed è in grado di fornirle guida e consigli per ottenere dei miglioramenti in situazioni e contesti specifici ed inoltre promuove lo sviluppo delle competenze comportamentali della persona attraverso un’accurata attività di osservazione e feedback.

Nella fase preliminare del corso di "Sviluppo delle competenze personali" i coach di LOAD trainers&coaches svolgono un’attenta attività di monitoraggio delle convinzioni e delle aspettative di ogni partecipante. Un primo obiettivo è quello di rendere i partecipanti consapevoli dei propri processi mentali e delle proprie mappe di credenze.
In una fase successiva, che si integra alle attività in aula, l’impegno è diretto a rendere conosciute le dinamiche mentali più efficaci per trasformare le credenze limitanti in schemi di pensiero, di linguaggio e di comportamento potenzianti e funzionali all’obiettivo.

L’attività del coach si svolge sia al telefono che attraverso un’efficace azione di verifica dell’apprendimento nel forum di sviluppo delle competenze personali. E’ lo stesso forum a favorire l’interazione tra i partecipanti al corso e permettere la condivisione degli argomenti trattati in aula e i miglioramenti ottenuti durante il cammino e le sessioni con il coach.
Tra gli obiettivi del coach, nel corso di sviluppo delle competenze personali l’elemento principale è far emergere le capacità individuali e SVILUPPARE IL POTENZIALE INESPRESSO. A differenza dei modelli formativi tradizionali, qui il coach non cerca di infondere nel partecipante competenze e informazioni, ma ACCENDE QUELLE CHE GIA' SONO PRESENTI educandolo ad attingere facilmente ad esse per ottenere ciò che si vuole."


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giovedì 22 ottobre 2009

10 strategie per migliorare la tua capacità di ASCOLTARE

"ASCOLTARE ATTENTAMENTE qualcuno è uno dei modi migliori che io conosca per onorare quella persona e stabilire un profondo contatto umano. Quando ascolti qualcuno, non soltanto con la mente, ma con ogni fibra del tuo corpo, gli trasmetti un messaggio:" Per me quello che hai da dire è IMPORTANTE e, in tutta umiltà, ascolto le tue parole."...
ASCOLTA IL DOPPIO di quanto parli. Diventa un ascoltatore senza uguali. INTERESSATI perdutamente a quanto gli altri hanno da dirti. E sta a vedere come reagiscono le persone. Si innamoreranno di te. Rapidamente."

"La capacità di ascoltare si può acquisire attraverso la PRATICA. Primo, decidete di sviluppare l'abitudine in questione. Secondo, cominciate subito ascoltando con attenzione ogni volta che qualcuno vi parla. Terzo, non concedetevi mai eccezioni fino al momento in cui gli altri cominceranno a complimentarsi con voi per come sapete ascoltare bene...
Sono quattro i segreti per imparare ad ascoltare in modo EFFICACE: ascoltare ATTENTAMENTE, prendere una PAUSA prima di intervenire, chiedere CHIARIMENTI, e riportare tutto con le PROPRIE PAROLE."

"Quando le persone parlano, ASCOLTA totalmente. La maggior parte della gente non ascolta mai." (Ernest Hemingway)

"Chi sa ascoltare non soltanto è simpatico a tutti, ma dopo un po' finisce con l'imparare qualcosa." (Wilson Mizner)

1) Prendi un solenne IMPEGNO ("commitment") con te stesso per migliorare le tue capacità di ascolto.

2) Parla di meno e ascolta di più.

3) Presta sempre la tua ATTENZIONE completa ed ESCLUSIVA al tuo interlocutore. Fai tutto il possibile per eliminare le fonti di distrazione (o almeno ridurle).

4) Quando ascolti gli altri, mostrati OBIETTIVO: non esprimere giudizi e non farti influenzare da preconcetti o interessi personali.

5) Quando ascolti persone che hanno opinioni diverse dalle tue, prova a metterti nei loro panni. Entrare in "rapport" (empatia) ti aiuterà a comprendere meglio il loro punto di vista. Cerca di trovare un "terreno comune", ossia aspetti su cui siete d'accordo entrambi.

6) Aspetta che l'altro abbia finito di parlare, prima di rispondere. Rispondere mentre l'altro sta ancora parlando può sembrare una mancanza di rispetto.

7) Per dimostrare di aver ascoltato bene, riassumi e/o parafrasa (esprimi con parole tue) quello che la persona ha appena detto. Puoi dire qualcosa del tipo:"Vediamo se ho capito bene...".
Questo è il cosiddetto "ascolto riflessivo", che si differenzia dall'"ascolto di sostegno", in cui fai solo da "cassa di risonanza" (incoraggiando l'altro a parlare, facendo domande chiarificatrici, senza commentare nè dare consigli).

8) Mentre ascolti, prendi APPUNTI (se necessario) per ricordare i concetti più importanti.

9) Presta la massima attenzione anche al linguaggio PARAVERBALE del tuo interlocutore: qual è il suo tono di voce? Parla ad alta voce? Parla velocemente? Quali parole usa per esprimere le sue EMOZIONI?

10) Osserva anche il linguaggio NON VERBALE (linguaggio del corpo) perchè, a volte, esso è in contraddizione con le parole dette. Le braccia (e/o le gambe) sono incrociate? Non c'è contatto oculare? Questo può significare che l'interlocutore è "chiuso". Al contrario, se un individuo ti sorride, ti guarda direttamente negli occhi e ha una postura rilassata, vuol dire che è aperto al dialogo.

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mercoledì 21 ottobre 2009

I 7 segreti per diventare un COACH di successo

Livio Sgarbi (nel suo DVD "Professione Coach") elenca "i 7 segreti che fanno la differenza":

1) Vedere il cambiamento nelle persone ("vedere la quercia nella ghianda")

2) Essere preparato tecnicamente

3) Sviluppare una personalità piacevole

4) Assumere L'IDENTITA' del coach

5) Essere il primo cliente di te stesso

6) Avere dei MENTORI

7) Essere generoso

Quello che mi ha colpito di più è il segreto n° 4: "Per diventare un coach eccellente, non devi fare il coach, LO DEVI ESSERE. Devi assumere l'identità del coach.
L'identità è una delle convinzioni più forti che un essere umano può creare nella propria vita. Rappresenta ciò in cui noi ci identifichiamo. L'identità di un coach si distingue per specifiche caratteristiche:

- Fisiologia sicura e risoluta
- Focus sulle SOLUZIONI e sul creare
- Linguaggio poderoso (DOMANDE eccellenti e strategiche, METAFORE positive)
- CREDENZE POTENZIANTI (convinzioni che ti spingono verso i tuoi obiettivi)

Ecco alcune credenze potenzianti che ti potrebbero aiutare:

- Tutto ciò di cui ho bisogno E' GIA' DENTRO DI ME, ORA!
- C'E' SEMPRE UN MODO PER RIUSCIRE.
- Dietro ogni problema si nasconde UN'OPPORTUNITA'.
- Io posso influenzare chiunque.
- Io sono un buon coach.
- NON ESISTE PROBLEMA CHE NON SI POSSA RISOLVERE.
- Tutti possono cambiare."

Se vuoi saperne di più e guardare il trailer del DVD "Professione Coach" di Livio Sgarbi, clicca su questo link:

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lunedì 19 ottobre 2009

"La PNL (programmazione neurolinguistica) può guarire il senso di inadeguatezza" di Flavia Corona

Presento un nuovo guest post della dott.ssa Flavia Corona, http://www.loadtrainers.it/ .

"Quante volte ti sei sentito inadeguato rispetto al lavoro, rispetto al rapporto con gli altri, e ancor di più rispetto all'idea di avere un partner e una famiglia? Il sentimento del proprio potere e del proprio senso di efficacia sono fondamentali nell’essere umano. Il completo sviluppo della personalità è fondato sulla scoperta che uno fa del proprio potere di raggiungere certi stati finali desiderati.
Dal fallimento di questa scoperta fondamentale provengono il sentimento di inadeguatezza, di impotenza e di incapacità e le conseguenti misure messe in atto per proteggersi da tale sentimento.

Nei primi anni di vita e fino alla conquista dell'autonomia durante l'adolescenza, siamo esseri indifesi che vanno costantemente controllati e ripresi per evitare di commettere errori e mettere a repentaglio la nostra vita. Compito dei genitori è quello di esercitare l'autorità attraverso continui atti di repressione. In parte questo meccanismo è inevitabile. Ma se l'intervento dei genitori eccede in colpevolizzazione ed è accompagnato a freddezza, aggressività, ritiro d'affetto, tutto ciò lo si vive in maniera negativa.
Solo dopo i cinque anni cominciamo a ragionare secondo le categorie di causa ed effetto; prima non capiamo il senso delle sgridate e ne soffriamo terribilmente. Al punto che con gli anni il senso di inadeguatezza e di colpa diventa una componente profonda del nostro essere che genera le nevrosi e l'ansia.

Spesso ti convinci che devi portare avanti certi comportamenti e se non ci riesci ti arrabbi e produci disturbi psicosomatici. Come fai a difenderti dagli altri se anzitutto danneggi te stesso? Nel passato, fino a quando non hai avuto un po’ di chiarezza, come ti sei adeguato? Subendo.
La PNL ci insegna che il nostro agire è determinato dalla vita che abbiamo vissuto, che, come una corrente, ci trascina lungo il suo corso. Per cambiare posizione è necessario mettere a confronto le tue idee (come risultato di tanti messaggi scorretti) con nuovi messaggi; accorgerti dell’infondatezza delle prime e sostituirle con una realtà adeguata.
Allora, impara a proteggerti, impara a stimarti e poi ti farai rispettare dagli altri. Spesso per abitudine non riusciamo ad apprezzarci, per abitudine chiediamo rassicurazione agli altri e per abitudine ci lamentiamo. Ti ci ritrovi? Con il tempo ciò che ti terrorizzava apparirà come un brutto ricordo del passato, che ti ha fatto soffrire per niente.

La PNL (programmazione neurolinguistica) può guarire il senso di inadeguatezza aiutandoti a definire i tuoi obiettivi e ad avere una maggiore capacità di motivazione e di auto-motivazione.
Il 19 dicembre 2009 LOAD trainers&coaches organizza a Lecce la prima di 5 giornate del corso di formazione "Sviluppo delle competenze personali". Il percorso, della durata di tre mesi, ha lo scopo di migliorare le capacità personali mediante un intervento diretto sui comportamenti e sulle abitudini del partecipante.
"Sviluppo delle competenze personali" è dedicato a chi desidera migliorare l’efficacia delle proprie azioni in ogni area della vita, sviluppando la fiducia in se stesso e l'autostima e imparando a gestire efficacemente gli stati d'animo."

( Dott.ssa Flavia Corona, www.loadtrainers.it )

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venerdì 16 ottobre 2009

Ruolo e funzione del COACHING

"Se apri te stesso al coaching, riceverai gli stessi vantaggi di cui godono i grandi attori e atleti in tutto il mondo. Se accetti il coaching non diventi più debole, ma PIU' FORTE. Diventi più RESPONSABILE del tuo stesso cambiamento...
I migliori coach ci mostrano come esaminare noi stessi. Ci vuole coraggio per ricorrere al coaching, ma i vantaggi possono essere enormi. I momenti migliori sono quelli in cui il coach ti aiuta a fare qualcosa che prima avevi paura di fare... Puoi ricorrere al coaching ogni volta che vuoi. Se ti è utile per giocare a golf o a tennis, ti servirà ancora di più per il gioco della vita. Ci vuole coraggio, ma ti porterà sempre a essere più motivato e a CRESCERE."
( Steve Chandler, dal libro "100 regole per motivare te stesso")

"Il coaching si concentra sulle POSSIBILITA' FUTURE, non sugli errori passati."
( John Whitmore, autore del libro "Coaching" )

Il coaching è un processo di "accompagnamento" di una persona, che ha come obiettivo "l'ottimizzazione del potenziale" degli individui. Grazie al coaching il coachee (ossia il cliente) può superare ciò che rappresenta un ostacolo al proprio sviluppo, esprimere le proprie aspirazioni, acquisire nuove competenze ed elaborare un PIANO D'AZIONE per migliorare la propria "performance" (le sue prestazioni).

Questo tipo di intervento si differenzia da altre "relazioni d'aiuto" come il counseling, il mentoring e la psicoterapia, perchè il coaching è una sorta di "collaborazione" (partnership) tra coach e cliente, in cui il coach è solo un "facilitatore del cambiamento" (un facilitatore del percorso dallo "stato attuale" allo "stato desiderato").
Il coach non è necessariamente un esperto, NON DA’ CONSIGLI e fa domande "potenti": il coachee ha in sè tutte le risorse di cui ha bisogno per raggiungere i risultati desiderati (è un “campione” da allenare per il successo).
Invece il counselor è un esperto (relativamente alla tipologia del problema del cliente), dà consigli e fornisce una guida attraverso l’uso dell’ascolto attivo e del feedback al cliente (che ha bisogno di supporto per risolvere i suoi problemi personali).

Il coach non propone soluzioni ma, con un processo simile alla maieutica socratica, agevola nel cliente la consapevolezza e la presa di coscienza delle sue potenzialità. Il fatto che il coach abbia piena fiducia nelle capacità inespresse del cliente è necessario per diversi motivi:

"- condiziona e struttura la relazione che si va a stabilire tra i due partner;
- crea nel cliente un fenomeno di accrescimento, portatore di speranza, di superamento e di dinamismo che ritorna nell'interazione;
- assicura che la crescita e le soluzioni emerse nel coaching siano quelle del cliente e quindi immediatamente assimilabili e utilizzabili da quest'ultimo;
- RESPONSABILIZZA il cliente e, paradossalmente, rinforza la sua autonomia nella realizzazione del suo progetto professionale."
(dal libro "Il coaching" di Pierre Angel e Patrick Amar, ediz. Il Mulino)

Volendo sintetizzare, il coach è un professionista che affianca, stimola e incoraggia l'assistito lasciandogli al tempo stesso il potere decisionale e quello di azione. Il coaching pone il cliente al centro della relazione, come "primo attore" della scena, e lo stimola a prendere in mano la propria vita, facendolo riflettere su quanto possa essere fondamentale il suo comportamento.
Il coachee aumenta la fiducia in se stesso e riconosce la sua capacità di trovare le risposte dentro di sè: per questo è molto più motivato nel passare dal piano all'azione.

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giovedì 15 ottobre 2009

"Il rapport e il ricalco: la PNL per essere efficaci nella comunicazione" di Francesca Greco

Oggi ho il piacere di offrirvi un ottimo guest post della dott.ssa Francesca Greco, http://www.loadtrainers.it/ .

"Quando la comunicazione tra due o più individui raggiunge il suo optimum si dice che si è instaurato un ottimo rapporto. Quando comunicare con una determinata persona riesce difficile si afferma che "è impossibile rapportarsi ad essa". Vi sono persone estranee che tuttavia suscitano in noi fiducia immediata, magari invece uno dei nostri vicini di casa che incrociamo di sfuggita da oltre vent’anni non ci ha mai "ispirato" fiducia.

Quando due o più esseri umani si incontrano entrano subito in moto meccanismi automatici (sia consci che inconsci) attraverso i quali l’individuo avvia un processo di confronto e di identificazione con l’altro. Se l’esito di tale processo è giudicato complessivamente positivo si instaura tra i due il rapport.
Quando le persone si trovano nello stato di rapport sono portate a rispondere più facilmente ai nostri stimoli, alle nostre proposte, alla nostra persona in generale.

Il RAPPORT è una definizione che in PNL spiega i concetti di empatia, di fiducia, che sono necessariamente la base su cui ogni buon rapporto poggia. Il rapport costituisce un elemento chiave nella persuasione, l’arte di ottenere l’appoggio e la cooperazione di altre persone. L’esperienza insegna che il rapport si costruisce più sul piano della relazione che su quello del contenuto – attraverso i gesti, il tono della voce, lo sguardo, le pause nel parlare, ecc. I parametri ed i meccanismi di tale processo sono talmente dettagliati ed aventi luogo simultaneamente da sfuggire al totale controllo della mente conscia.
Il concetto che sta alla base della costituzione del rapport è che vi è un’innata tendenza nell’uomo ad uniformarsi ai comportamenti dell’altro. Tale uniformazione avviene attraverso una comparazione del proprio modello del mondo con i dati in entrata dall’esperienza sulla relazione in corso. Se l’uniformazione è giudicata possibile e conveniente, allora l’individuo avvia il processo di uniformazione e rapport.

Uno dei chiari segni della presenza di rapport è che la relazione diviene simbiotica, ossia gli individui tendono verso un compromesso comportamentale, una specie di punto d’intesa su uno o più piani della relazione. Si può notare facilmente come due cari amici vadano col tempo assimilando sempre più la gestualità reciproca, la mimica facciale, le espressioni verbali, le posture, fino al punto di venire scambiati per fratelli.
Questo è dovuto al fatto che la prolungata esperienza di rapport reciproco ha generato una vera e propria simbiosi comportamentale duratura. Anche quando questi due amici si troveranno in disaccordo su una questione (piano del contenuto) essi riusciranno a bisticciare mantenendo vivo il rapport comunicazionale sul piano della relazione.
Il modo in cui continueranno a bisticciare (i gesti che useranno, il tono, le espressioni facciali e quelle verbali al di là dell’oggetto della discussione) sarà un ricalco reciproco del rispettivo stato di disaccordo, del modo in cui il disaccordo viene vissuto e comunicato. Per questa ragione due amici o una coppia di amanti possono bisticciare per ore incessantemente su di una questione, laddove due estranei troncherebbero il dibattito dopo un paio di battute.
Possiamo subito comprendere il ruolo indispensabile che il ricalco e l’instaurazione del rapport rivestono nella formazione delle relazioni umane e della loro sopravvivenza. La sopravvivenza dell’uomo stesso – in quanto essere sociale – dipende largamente dalla sua abilità di ricalcare e gestire i rapporti che ha con i suoi simili.

Il processo attraverso il quale un individuo contribuisce ad instaurare rapport con un’altra persona è identificato in PNL come "RICALCO". Il ricalco è un processo che consiste nell’accedere al modello del mondo del proprio interlocutore: una volta individuato il suo sistema rappresentazionale (il modo in cui si rappresenta la realtà) dominante, lo si integra nel proprio modo di comunicare.
Ricalcare significa andare incontro all’altra persona nel punto in cui lui o lei si trova, riflettendo quello che lui o lei sa o presuppone sia vero, o accordarsi ad alcune parti dell’esperienza che lui o lei sta vivendo. Sostanzialmente possiamo affermare che ricalcare una persona vuol dire stare al passo con la sua esperienza.
Il concetto di ricalco trova applicazione in tutti i livelli e piani del comportamento e dell’esperienza umana. Si possono ricalcare i movimenti ed il ritmo del corpo dell’altro imitandolo. Oppure si può ricalcare il suo modo di parlare, il suo tono, il suo ritmo, ma anche il tipo di terminologia da lui usata, il suo gergo, il modo in cui costruisce le frasi. Si possono ricalcare sia quei fattori fisici che riscontriamo nell’individuo, sia fattori più astratti quali i VALORI, i preconcetti, le aspettative, ecc.
Ricalcare è molto diverso da “scimmiottare” con atteggiamenti ridicoli in cui si cerca in modo poco spontaneo e innaturale di imitare le gesta dell’interlocutore.

La programmazione neurolinguistica viene molto spesso utilizzata in maniera impropria e con interpretazioni che distorcono in maniera negativa il vero senso di questa scienza. La PNL è uno straordinario insieme di strumenti e sistemi per riuscire a comprendere se stessi e gli altri per realizzare la massima efficacia nella comunicazione. Ricalcare significa interessarsi sinceramente, avvicinandosi così tanto alla posizione della persona con cui si comunica che diviene inevitabile la creazione di stati empatici, o di RAPPORT, così come viene definita l’empatia in PNL."

( Dott.ssa Francesca Grecowww.loadtrainers.it )

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mercoledì 14 ottobre 2009

Post di servizio: ARCHIVIO articoli per DATA di pubblicazione e per CATEGORIE

Questo post serve solo per segnalare ai lettori che ho inserito l'"indice dei contenuti" del blog, ossia l'elenco di tutti i post ordinati per categoria (o etichetta, es. coaching, PNL, sviluppo personale...) e per data.
Se vuoi visionare la "mappa del blog", clicca su questi link:


Ho aggiunto questi due link alla colonna laterale (a destra, sotto ai "top e-book"), in modo che sia facile accedervi ogni volta che si cerca un particolare articolo (o argomento).
Inoltre ricordo che esiste un MOTORE DI RICERCA INTERNO (nella colonna laterale di destra del blog): per cercare le voci che ti interessano all’interno del blog devi spuntare il cerchietto "langolodelpersonalcoaching", digitare l'argomento in questione (es. PNL) e cliccare sul pulsante Cerca.

Se vuoi inserire un "archivio articoli" anche nel tuo blog (e usi Blogger), clicca su questo link (dove si spiega il procedimento):

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martedì 13 ottobre 2009

Come migliorare la tua immagine di te stesso

"Il vero potere è dentro di noi. Non abbiamo che da cercarlo al nostro interno, estrarlo e portarlo alla luce. Allora e solo allora riusciremo a comprendere come possiamo infinitamente migliorare la nostra persona, i nostri averi, la nostra immagine senza fare ricorso a nessun altro se non a noi stessi." (Anthony Robbins)
"In ognuno di noi esiste un potenziale straordinario. Con l'ambiente giusto, le risorse giuste, le capacità e le conoscenze giuste, persone ordinarie possono produrre risultati straordinari." (Kevin Eikenberry)
"Eleviamo noi stessi attraverso i nostri pensieri. Cresciamo grazie alla nostra visione di noi stessi. Se vuoi migliorare la tua vita, prima devi migliorare la qualità dei tuoi pensieri su di essa e riguardo a te stesso." (Orison Swett Marden)
"La nostra massima libertà è il diritto e il potere di decidere come chiunque o qualunque cosa all'esterno di noi stessi ci influenzerà." (Stephen R. Covey)

I nostri pensieri e comportamenti sono determinati principalmente dal nostro sistema di credenze. Le nostre convinzioni su noi stessi (come ci vediamo) giocano un ruolo importante nel modo in cui interagiamo con gli altri: ciò dà forma all'immagine che proiettiamo all'esterno.
Il "quadro dell'identità" è un potente strumento motivazionale che ti permette di rafforzare le tue caratteristiche positive e di trasformare gli aspetti negativi in positivi. Infatti esso riunisce tutti i benefici delle due più diffuse tecniche motivazionali (visualizzazione e affermazioni positive). Ecco come usarlo:

1) Fai una lista dei tuoi PUNTI DI FORZA
Scrivi una lista delle tue qualità e capacità più potenzianti (che ti aiutano a raggiungere i tuoi obiettivi).

2) Aggiungi i punti di forza che vuoi acquisire
Una volta che hai deciso quale obiettivo vuoi perseguire, CHIEDITI:
- Chi ho bisogno di diventare allo scopo di realizzare questo obiettivo?
- Quali tratti caratteriali mi piacerebbe acquisire?
- Quali altre capacità (abilità) vorrei sviluppare?
- Che tipo di persona voglio essere?
Scrivi le risposte a queste domande.

3) Crea il tuo "quadro dell'identità"
- Metti la tua fotografia preferita nel centro di una grande cornice
- Scrivi in alto (usando un segnalibro o un'etichetta):
"Questo è chi io scelgo di essere" o "Chi sono io?
- Metti intorno alla tua immagine tutte le parole che avevi scritto nella lista dei tuoi punti di forza (tutte le tue qualità positive): così sarà più facile cambiare le tue credenze negative su te stesso.

4) Imprimi bene tutto nel tuo subcosciente!
Appendi al muro il tuo "quadro dell'identità" (preferibilmente dove puoi vederlo quando ti alzi, al mattino, e prima di coricarti, la sera). Trascorri almeno 5 minuti al giorno leggendo tutte le tue caratteristiche positive scritte sul tuo "quadro dell'identità".
Crea una FORTE EMOZIONE GIOIOSA perchè tu sei già questa persona (questa tecnica è più efficace se si pronunciano le parole AD ALTA VOCE). Non ti renderai conto del tuo potenziale finchè non riconoscerai la persona che sei e comincerai a trasformarti nella persona che desideri diventare.
"Soltanto un fantasma volteggia attorno al proprio passato e spiega se stesso con la vita che ha già vissuto. Tu non sei quale in precedenza hai deciso di essere, MA QUALE OGGI SCEGLI DI ESSERE."
"Se ti preoccupi prima del necessario, ti preoccupi soltanto più del necessario. Il futuro non è uno specchio che riflette il passato. Pensalo piuttosto come un terreno fertile: se ci pianti i semi del tuo pessimismo, spunteranno soltanto crisantemi e salici piangenti." (Rosario Alfano, dal libro "Non farti fregare dal passato!")

Leggi (o rileggi) anche questi miei post su argomenti simili:

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